Il passaggio dall’automazione della fabbrica all’Industria 4.0

quattro rivoluzioni industriali 640x372“Credo che occorra un ripensamento complessivo dell’azienda, se vogliamo sfruttare appieno le opportunità offerte da Industria 4.0, perché oggi le aziende le stanno ampiamente sottovalutando”.

E’ il parere del prof. Alfonso Fuggetta, CEO del Cefriel, intervenuto al convegno “Da Industria a Impresa 4.0: digitalizzazione, sicurezza e competenze” organizzato da Ucimu – Sistemi per Produrre e Anima – Confindustria Meccanica Varia, come riportato da innovationpost.it.

“Industria 4.0 significa prodotti intelligenti, processi intelligenti, fabbrica intelligente, filiera intelligente, strategia e organizzazione e nuovi servizi abilitati dalla digitalizzazione. Di tutti questi aspetti oggi si pensa solo al secondo e al terzo, cioè a rendere i processi e la fabbrica più efficienti e smart. Questo è un chiaro segno che siamo ancora nella fase di automazione della fabbrica, che non è ancora Industria 4.0“.

“Pensiamo all’evoluzione di un trattore: prima è stato inserito un cockpit digitale, poi è stato connesso alle altre macchine presenti nell’ambiente circostante e infine ai servizi basati su cloud. È stata una rivoluzione perché ha cambiato radicalmente il modo di progettare, costruire e utilizzare i trattori”, prosegue Fuggetta. “Oppure alle automobili: oggi l’esperienza di acquisto non finisce nel momento in cui si scelgono gli accessori in concessionaria, ma è possibile abbonarsi a servizi dal proprio smartphone

Fuggetta punta il dito anche su un aspetto culturale e organizzativo: “Quando c’è da autorizzare una spesa i CFO sono abituati a decidere sulla base del ROI, il ritorno dell’investimento. Ma in una fase come questa come si fa a prendere decisioni strategiche, come per esempio quella di finanziare uno studio di fattibilità, con logiche di questo tipo? Sono scelte che devono fare gli imprenditori, non i manager”, conclude applaudito.

Durante il convegno si è parlato molto anche di security, considerato ormai il ventre molle della digital transformation.

Fra i tanti relatori, tra cui Francesco Teodonno, security unit leaderì di IBM, che ha sottolineato come oggi occorrano in media “205 giorni per accorgersi di una violazione” e che gli hacker non sono più solo persone, ma aziende organizzate. Ma soprattutto mettendo l’accento sul fatto che non basta proteggere solo l’azienda, ma occorre spostare il focus sull’intera value chain.

Alfredo Santaniello

Alfredo Santaniello

Content Manager at Cogent
Appassionato di nuove tecnologie e sempre attento ai trend dell'industria 4.0, Alfredo si occupa di trovare contenuti che aiutino le imprese italiane ad affrontare le nuove sfide della quarta rivoluzione industriale.
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