La crescita passa da una riqualificare della forza lavoro in chiave tecnologica

mano uomo e robot 640x372Sebbene solo il 6% dei business leader intende investire in modo significativo in programmi di riqualificazione del personale, la collaborazione uomo-macchina potrebbe fare incrementare i ricavi del 46%.

Secondo una nuova ricerca di Accenture, i CSP (Communication Service Providers: fornitori di servizi di comunicazione), per sfruttare le importanti opportunità di crescita promesse dalle nuove tecnologie, dovranno riorganizzare e riqualificare rapidamente la forza lavoro, affinché sia in grado di collaborare con le tecnologie intelligenti.

Se i CSP investiranno appieno nell’Intelligenza Artificiale e nella collaborazione uomo-macchina, potrebbero vedere un incremento del 46% dei ricavi nei prossimi cinque anni, facendo inoltre crescere l’occupazione del 21%, come riportato da bitmat.it.

Michele Marrone, Senior Managing Director – Communication, Media & Technology Lead – Accenture Italia. “I CSP si trovano di fronte a una grande opportunità: utilizzare l’IA e gli advanced analytics per guidare una nuova crescita. Devono, però, imparare a gestire la cosiddetta “intelligenza applicata”, l’implementazione rapida di nuove forme di collaborazione tra tecnologie intelligenti ed esseri umani. Per i business leader diventa di fondamentale importanza allineare il proprio personale a nuovi modelli di business e investire in programmi di riqualificazione innovativi per aiutare i propri dipendenti a creare nuovo valore”.

Nonostante questo ottimismo, tuttavia, solo il 25% dei CXO ritiene che la forza lavoro sia pronta per lavorare con l’IA, e sia i lavoratori sia i CXO convengono che la riqualificazione rappresenti ancora una grande sfida. Solo il 6% dei CXO intende aumentare significativamente gli investimenti in programmi di riqualificazione, mentre quasi la metà dei lavoratori (47%) e il 43% dei CXO vede nella mancanza di tempo da dedicare alla formazione durante la giornata lavorativa l’ostacolo principale allo sviluppo di nuove competenze.

Si tratta di una sfida che i CXO dovrebbero affrontare immediatamente, poiché lo studio ha evidenziato che mentre fanno piani per la forza lavoro intelligente, stabiliscono già le priorità per la pianificazione avanzata della forza lavoro in base alle competenze necessarie per il futuro, ridefinendo i ruoli all’interno dell’organizzazione. In effetti, oltre la metà dei CXO (56%) ha iniziato a ripensare in parte i ruoli nelle proprie imprese e un ulteriore 32% lo ha già fatto in modo estensivo.

Per affrontare l’avventura della trasformazione digitale serve sia ripensare il lavoro  cioè analizzare i compiti, non i ruoli, per poi ripartirli tra macchine ed esseri umani trovando il giusto equilibrio tra l’esigenza di automatizzare il lavoro e quella di potenziare le abilità delle persone. Un terzo (32%) dei responsabili di CSP coinvolti nello studio ha ripensato i ruoli all’interno delle proprie realtà e circa la metà (47%) ritiene che i profili professionali tradizionali stiano diventando obsoleti.

Inltre serve orientare il personale. Per competere con i disrupter digitali che stanno acquisendo le quote di mercato dei CSP, questi ultimi devono concentrarsi su aree che liberino nuove forme di valore, facendo evolvere la cultura aziendale da un modello transazionale a uno basato sull’innovazione.

Ed infine potenziare le nuove capacità. Investire in forme innovative di riqualificazione affinché i dipendenti di ogni livello siano in grado di lavorare con le macchine intelligenti.

“Mentre la maggior parte dei CSP sta investendo in tecnologie intelligenti, solo all’incirca uno su sei intende aumentare significativamente le risorse destinate a programmi di formazione per creare nuove competenze”, ha dichiarato Marrone. “Questo indica che si stanno lasciando sfuggire una grande opportunità di fornire ai propri dipendenti le capacità necessarie per lavorare con le macchine intelligenti e perseguire una crescita competitiva”.

Alfredo Santaniello

Alfredo Santaniello

Content Manager at Cogent
Appassionato di nuove tecnologie e sempre attento ai trend dell'industria 4.0, Alfredo si occupa di trovare contenuti che aiutino le imprese italiane ad affrontare le nuove sfide della quarta rivoluzione industriale.
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