L’Accelerazione della Digitalizzazione nel Quadro di Crescita del Mercato Italiano

La digitalizzazione delle macchine e degli impianti ha subito una decisa accelerazione grazie agli incentivi previsti nel piano nazionale Industria 4.0. E’ stato questo il commento del presidente di Federmacchine, Sandro Salmoiraghi,  visti i numeri più che positivi registrati nel 2016 e nella prima metà del 2017 dall’industria italiana costruttrice di beni strumentali.

Secondo Innovation Post, il valore complessivo della produzione del settore rappresentato da Federmacchine sale a 42,5 miliardi (+3,5%).  E’ un numero record che deve tanto alla crescita del mercato interno (+9,4% le vendite dei costruttori Italiani sul mercato domestico e +5,3% l’import); meno marcato invece l’incremento dell’export (+1,2%) che rappresenta ora il 69% della domanda.

L'industria italiana della meccanica strumentale

Solo il settore delle macchine per la lavorazione del marmo ha fatto registrare risultati negativi, mentre sono positivi i risultati per tutti gli altri 12 comparti (macchine per la lavorazione della ceramica, del legno, macchine per la grafica e la cartotecnica, macchine per il packaging, per la lavorazione del vetro e della plastica, per l’industria tessile e calzaturiera, sistemi di trasmissione e potenza, componenti oleoidraulici e pneumatici, macchine per fonderia, macchine utensili per la lavorazione dei metalli).

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Le prospettive nel 2017 sono altrettanto positive. Nei primi due trimestri infatti quasi tutti i comparti rappresentati da Federmacchine hanno fatto registrare incrementi a doppia cifra degli ordini provenienti dal mercato nazionale. Nella prima metà dell’anno il 65% degli ordini è stato acquisito col regime dell’iperammortamento e il 35% sfruttando il superammortanento, secondo i dati rilasciati da Innovation Post.

Complessivamente il 2017 farà segnare +4,1% per la produzione, che si attesterà a quota 44,3 miliardi. Crescerà in maniera più significativa (+3,1%) l’export, ma protagonista sarà ancora il consumo interno (+5%), con una crescita sia delle consegne dei produttori italiani sul mercato nazionale (+6,4%) sia dell’import (+2,7%).

Per Salmoiraghi l’Italia ha oggi finalmente un piano di politica industriale efficace. Infatti, dopo un inizio incerto le imprese hanno dimostrato di apprezzare gli incentivi volti a favorire gli investimenti e ad aumentare la competitività del sistema paese. Il superammortamento però deve diventare una misura strutturale, anche per compensare coefficienti di ammortamento che non rispecchiano più la reale durata degli investimenti, e occorre prolungare l’operatività dell’iperammortamento, per evitare che sia solo una droga momentanea.

Resta anche il problema delle competenze. A preoccupare è la riduzione delle iscrizioni agli istituti tecnici industriali in un momento come questo, sottolinea Salmoiraghi che mostra però di apprezzare l’idea di un piano nazionale su questi temi.

Infine Salmoiraghi dichiara ad Innovation Post la necessità di azzerare il cuneo per i giovani e ridurlo per gli altri, in quanto bisogna evitare che dopo aver migliorato efficienza e produttività nelle aziende tutto il resto resti inefficiente.

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